La porta dell’inferno di Rodin, al Quirinale.

La descrivono come un’opera incompiuta, a cui il noto scultore Auguste Rodin lavorò per circa quarant’anni, praticamente dalla commissione fino alla sua morte. Ma fu davvero opera incompiuta o piuttosto nel suo interno l’artista, attraverso quella porta, condusse molte anime all’inferno?

L’ascoltavo con lo sguardo acuto di una Sherlock Holmes, quando Veronica, fatto un gran respiro, continuò il suo racconto. Nel frattempo arrivarono il caffè per me e l’infuso per lei.

“Eravamo entrambi molto legati all’erotismo delle sculture di Rodin, ma io scoprii, e questo deve avermi salvata, che la vera anima delle sue sculture non era lui ma la sua talentuosa assistente Camille Claudel. Lui alimentava in lei il sogno d’amore, ma non l’amava. […] Rodin era così attratto dalla purezza e dal talento di Camille che voleva farlo suo e per fare questo non solo l’ avvinse a sé per anni in una relazione di passione illudendola di amarla, ma pensò che se l’avesse intrappolata nelle sue sculture, la fiamma del talento che lei possedeva sarebbe stata sua per sempre. Camille visse gli ultimi trent’anni della sua vita rinchiusa in un manicomio, vittima di ossessioni che le facevano riconoscere in Rodin il demonio! […] Rodin spinse la povera Camille ad abortire perché non gli interessava altro frutto dell’amore di lei se non quello che già le apparteneva con le sculture e solo allora, ma era già troppo tardi, Camille comprese quanto l’uomo che ammirava e amava l’avesse tradita, depredata, inaridita e privata di ogni energia vitale.”

da I GIORNI DEL SALE, 2016 – di Daniela Schiarini

Il 15 ottobre prossimo questa opera giunge al Quirinale, voluta dal governo, lo stesso che in tempo di lockdown ci tenne a dire, per bocca dell’allora presidente del consiglio Giuseppe Conte, di non essere il governo delle tenebre… seppur col favore delle tenebre venivano pensati e stilati i vari decreti che si sono susseguiti da quando è iniziata la pandemia Covid19.

Capitolo XXIIII ILGRAN BALLO DI SATANA

“Ma dove sono gli ospiti?- domandò Margherita a Korov’ev.

“Arriveranno, arriveranno, arriveranno subito. Non faranno difetto.[…] Non mancano più di dieci secondi alla mezzanotte, adesso si comincia.” A quel punto Margherita raggelò perché aveva riconosciuto questo Meigel. L’aveva incrociato alcune volte nei teatri di Mosca e nei ristoranti. Il caro barone continuo Woland sorridendo gioiosamente è stato così incantevole che, venuto a sapere del mio arrivo a Mosca, mi telefonò immediatamente offrendomi i suoi servigi nella sua specialità, ovvero il far conoscere le curiosità come guida turistica punto va da sé che sono stato ben lieto di poterlo invitare da me. […] Sì e in effetti barone, proferi’ Woland abbassando improvvisamente la voce con fare intimo, giravano voci sulla sua straordinaria curiosità. Si diceva che essa, insieme alla sua non meno sviluppata loquacità, avesse cominciato ad attirare l’attenzione generale. Inoltre le malelingue avevano già lasciato cadere una certa parola delatore e spia. E oltre a ciò c’era anche la supposizione che la cosa l’avrebbe portata a una ben triste fine in meno di un mese. così che, per liberarla da questa attesa tormentosa, abbiamo deciso di venire in soccorso, approfittando della circostanza che lei aveva chiesto di venirmi a trovare allo scopo di guardare, ascoltare il più possibile. Il barone divenne più pallido di Abadonna, che per sua natura era eccezionalmente pallido, e poi avvenne qualcosa di strano. Abadonna si ritrovò di fronte al barone e per un istante si levò gli occhiali. In quello stesso istante qualcosa di infuocato balenò tra le mani casello, ci fu un colpo non violento, come un battito di mani, il barone comincio a stramazzare, sangue vermiglio gli schizzati al petto e gli intrise la camicia mi data il gilet. Il corpo senza vita del barone nel frattempo era ormai disteso a terra.”

da IL MAESTRO E MARGHERITA di Michail Bulgacov

Roma come Mosca?

Ipnosi collettiva ? …

Chi uscirà da quella porta infernale in mostra al Quirinale, ma soprattutto quanti malcapitati curiosi ne resteranno intrappolati?

“[…] Se inoltre riuscisse a far capire con tatto ed educazione a M. Rodin di non venire più a trovarmi, mi farebbe il più gran favore in cui io possa sperare. M. Rodin sa bene quante spregevoli persone si sono azzardate a dire che è lui l’autore delle mie sculture; perché dunque permettere a una simile menzogna di trovare conferma?” Camille Claudel,scultrice

– estrapolato da una delle sue epistole.

Sequenza allo Spirito Santo

… O Dio, che ha istruito i tuoi fedeli, illuminando i loro cuori con la luce dello Spirito Santo, concedi a noi di avere nello stesso Spirito il gusto del bene e di godere sempre del suo conforto. Per Cristo nostro signore. Amen

A voi ogni possibile deduzione … Quanto avete or ora letto è la mia.

Daniela Schiarini

4 pensieri riguardo “La porta dell’inferno di Rodin, al Quirinale.”

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