La spada: io,Kafka e …

“…E anche a te una spada trafiggerà l’anima”
(Luca, 2, 35)

Quando una spada ti trafigge l’anima importa conservare l’occhio calmo, non perdere sangue, accogliere la freddezza della spada con la freddezza della pietra. Attraverso quella trafittura, dopo quella trafittura, diventare invulnerabile.”
Franz Kafka

Nessuna impresa risulta più ardua, a mio avviso, di quella che un cristiano fa nel suo cammino di fede per l’elevazione della sua anima, concepita dal soffio di Dio e imprigionata nel corpo, ivi soggetta a una convivenza nella quale, spesso, la voce che si mette a tacere è sempre quella del Creatore che vuole redimerci per dar rumore a distrazioni che, una volta svanite, lasciano il nulla.

Quando l’uomo giusto Simeone disse a Maria che suo figlio Gesù era nato “per svelare i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima” vuol dire a tutti noi che non v’è cammino spirituale nel quale sia possibile eludere la sofferenza, che è compartecipazione ai dolori della Madre e del Figlio di Dio che è Egli stesso Dio.

Ecco perché al nemico satana fa gola colpire le anime in cammino verso la Luce e spesso utilizza le illusioni dell’amore per ferire mortalmente e arrestarne il cammino.
Inutile fingere: siamo in pochi i sopravvissuti in questo tempo, coloro che credono ancora che chi ti carezza dolcemente le gote non nasconda un coltello pronto a ferirti per ubbidire al suo padrone maligno.

Inizia oggi il mese della Madre Celeste che a quell’avviso di Simeone nel quale seppe che suo figlio Gesù avrebbe sofferto, e così lei, non rinnegò il suo Sì a Dio.
Oggi è anche il giorno del suo sposo Giuseppe, che amorevolmente si fece custode di quello scrigno divino che è la Sacra Famiglia.
Dobbiamo camminare insieme a loro, chiederne riparo durante le angosce, nutrirci alla loro tavola e sul loro esempio offrire la stessa ospitalità anche se questa verrà offesa.

Ancora Kafka interviene:
“I genitori che si aspettano riconoscenza dai figli (e ce ne sono che addirittura la pretendono) sono come quegli usurai che rischiano volentieri il capitale per incassare gli interessi.”
Quanti figli e figlie sono intrappolati da usurai, messi al mondo per subire violenze, mortificazioni, per essere prigionieri . Come perfetti aguzzini questi imperfetti genitori generano prole non per amore ma per odio, come patto di sangue col padrone oscuro e così questi figli, sventurati e inconsapevoli, vivono senza sapere di avere una catena legata al collo e se ne accorgono sol quando, incontrato l’amore lo calpestano senza pietà per distruggere l’unica fonte di Bene che li avesse mai trattati con dignità.

Dio chiederà loro: Perché hai rifiutato Colui che poteva spezzare le tue catene e hai scelto di essere cattivo/a come tua/o madre/padre?
– Quando sei venuto Dio?
Dio risponderà: Ero in quel sorriso, in quel perdono, in quella carezza, nei tuoi figli, in tua moglie, in tuo marito, in quella donna che ti voleva insegnare a pregare, in quell’uomo che sapeva aspettare senza brama di sesso… Poi, disprezzato da te, sono andato via.

Possiamo crescere interiormente questo mese se miriamo lo sguardo a chi non solo ha detto sì a Dio, ma ne ha accettato anche le conseguenze, perché sia la Divina Volontà a esprimersi attraverso ognuno di noi e possano le catene spezzarsi col coraggio che solo la fiducia in Dio può dare.

E quando il conflitto sembrerà insanabile è allora il momento di silenziare.
“Non è necessario che tu esca da casa. Rimani al tavolo e ascolta.
Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te.”
Franz Kafka

“Io vivo fra due mondi…è per questo che nella vita le cose mi restano un pochino difficili”
Franz Kafka

PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
ALLA MADONNA DEL DIVINO AMORE

Salve, o Madre, Regina del mondo.

Tu sei la Madre del bell’Amore,
Tu sei la Madre di Gesù fonte di ogni grazia,
il profumo di ogni virtù,
lo specchio di ogni purezza.
Tu sei gioia nel pianto,
vittoria nella battaglia, speranza nella morte.
Quale dolce sapore il tuo nome nella nostra bocca,
quale soave armonia nelle nostre orecchie,
quale ebbrezza nel nostro cuore!
Tu sei la felicità dei sofferenti,
la corona dei martiri,
la bellezza delle vergini.
Ti supplichiamo, guidaci dopo questo esilio
al possesso del tuo Figlio, Gesù.
Amen.

(Visita al santuari della Madonna del Divino Amore 1 maggio 1979)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.