tr@ Schermo & Anim@ 10 anni dopo. Dall’arena flegrea al teatro atellano, Daniela Schiarini racconta.

E’ questo il titolo dell’evento che si è svolto ieri mattina a Sant’Arpino (Ce) alla presenza e della gentile cittadinanza e della vicesindaco Speranza Belardo, l’assessore alla cultura Giovanni Maisto, il presidente dell’associazione Atella Viva, la vicepresidente dell’istituto studi atellani Imma Pezzullo, l’attrice Alessia Aversa, il giornalista Elpidio Iorio.
Il tutto organizzato dalla Pro Loco nella persona di Aldo Pezzella e del giornalista Giovanni D’Elia, che del libro ne firma la bellissima Prefazione.

Il sole di dicembre scaldava la mattina di questa quarta domenica di Avvento, quella prima del Natale, il Palazzo Ducale nella sua imponenza centenaria guardava silenzioso la piazza affollata di un via vai distratto. Le pesanti scale per giungere alla saletta dell’ultimo piano del Palazzo mi suggerivano i sospiri di antichi proprietari e in quella salita per pochi istanti mi immagino una dama nella sua imponente dimora.
La sala accogliente, calda ma del calore delle pietre baciate dal sole che nei secoli l’aveva carezzata si impreziosiva di due finestre che sembrano affreschi sul paesaggio fino a dove, spinto dallo sguardo, chiunque potrebbe sfiorare l’orizzonte.
I ringraziamenti doverosi, qualche appunto doveroso, ricordi doverosi e le presenze quelle attente che non avevano alcun dovere di esserci eppure ci sono state lì ad ascoltarmi in questa mattina della domenica prima di Natale, a festeggiare insieme a me il decennale di un libro che è nato per amore di Cristo, che è entrato nelle carceri quelle vere e in quelle dell’anima di tanti prigionieri a carezzare il cuore e a mettere balsamo sulle ferite invisibili e che come Lui nasce ancora e che, per un imperscrutabile gioco del destino, ha scelto un piccolo paese, una Betlemme atellana per continuare la sua missione…
E’ forse per questo motivo che esattamente 10 anni fa, al suo nascere, questo libro ha ricevuto il Premio Fabulae Atellanae per la Cultura ?
Lo scopriremo …

L’intervento di Giovanni D’Elia, amico conosciuto 13 anni fa tramite il social network Facebook nel tempo in cui oso dire che eravamo le persone giuste al momento giusto, commuove perché pizzica le corde dell’anima come solo lui sa fare, sprigionando quell’amore nobile per la Donna e l’ammirazione per come questa creatura voluta da Dio per l’uomo, riesca ad attraversare il dolore e da questo rinascere come la Fenice. E’ con lui che le anime dei presenzi iniziano ad elevarsi e il suo assist mi porterà a fare gol!

La commozione si libera in lacrime quando, nel ricordare la mia tragica esperienza della malattia per Covid19, rammento ai presenti che questo evento per me è una promessa mantenuta a me stessa e ai detenuti che ho incontrato in sei anni di volontariato e che credevo di non vedere quando la morte mi carezzava e io ero quasi pronta al trapasso. Dopo un applauso dal sapore umano, riempio i miei polmoni di aria e coraggio prima di leggere alcune testimonianze dalle carceri, come tratteggi estemporanei di momenti incastonati nelle memorie. Ed è in quei pochi secondi di silenzio che anticipano l’applauso che tu, poeta e scrittore, avverti la consapevolezza che hai toccato l’anima dei presenti e che in quella Betlemme atellana nuovi cuori prepareranno il giaciglio per la nascita di Gesù Bambino.
Il brindisi, il soffio delle candeline – il 10 – su un vassoio di pandoro attentamente preparato. Alle mie spalle il manifesto della Presentazione di 10 anni fa e quello di oggi:
Ad Maiora!


Per me, che provo a seguire con fiducia e non poca fatica, i Suoi misteriosi disegni per amare le anime, questo mio passaggio dall’arena flegrea – la mia terra in cui l’apostolo Paolo sbarcò e ivi restò 7 giorni – al teatro atellano – terra nella quale oggi vivo – questo passaggio può rappresentare soltanto una cosa:
Lascia tutto e seguimi!
Quando accetti di dire sì a Cristo, lo stesso fiat che la Beata Vergine Maria disse a Dio Sono la serva del Signore, sia fatta su di me la Sua Volontà – allora devi essere pronto ad andare ovunque Lui ti voglia mandare.
In origine il teatro atellano era un teatro itinerante e forse la risposta e tutta qui e risiede nella mia scelta di essere ovunque, seppur indegnamente, apostolo tra le genti:
“In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi.”  Vangelo di Matteo 10, 11-15

con l’amico Giovanni D’Elia

Buon Natale e grazie a tutti Voi che avete scelto di accompagnarmi, a chiusura di quest’anno, nell’omaggiare questo decennale. E l’augurio, come ha detto la vicepresidente dell’ISA Imma Pezzullo nel suo intervento, di ritrovarci tra 10 anni a raccontare ancora di questo libro, delle sue imprese e di come resti sempre attuale perché l’anima non ha tempo e non ha età.

Pro sit !

4 pensieri riguardo “tr@ Schermo & Anim@ 10 anni dopo. Dall’arena flegrea al teatro atellano, Daniela Schiarini racconta.”

  1. Dal resoconto intenso e commovente traspare tutta la sincera vocazione dell’Autrice, unita ad un esplito invito rivolto a noi tutti, particolarmente indirizzato nel periodo annuale che dovrebbe celebrare la (Ri)Nascita interiore, all’ascolto umile e silenzioso di parole e intenzioni che, dopo un periodo di gestazione, dovrebbero costituire la Buona Novella.
    Sapremo costruire qualcosa di concreto usandole come fondamenta della nostra coscienza oppure le lasceremo sprofondare come sempre negli abissi dell’anima?
    Mi auguro vivamente che per tutti noi possa concretizzarsi solo il meglio, soprattutto rivolto verso gli altri.

    1. Ciao Roberto,
      Ieri pomeriggio metabolizzavo le emozioni e l’adrenalina per un “ritorno” inaspettato mentre credevo di aver messo penna e calamaio nel cassetto chiuso a chiave, quando fino a sera prende forma in maniera sempre più convinta che avrei tratteggiato io un affresco accompagnato solo da poche foto.
      10 anni fa e fino alla mia ultima presentazione de I GIORNI DEL SALE nel 2017 a Ravenna, era una corsa mia e di chi con me a pubblicare sul social, a divorare foto, video …e il sapore? Quanto restava dentro gli altri di quel vissuto e quanto in realtà io non mi sia data in pasto, ingenuamente, a sciacalli invidiosi alimentando la loro fame nel vedermi una donna finita?
      La Verità è figlia del tempo e per l’esperienza vissuta ho deciso di fare tesoro degli eventi e concedermi a piccole dosi solo a chi desidera davvero gustare la mia Poesia, per gioire insieme a me dei traguardi raggiunti in Nome di Gesù.
      Tu sei il dono di questo decennale: narratore attento, umile, in cammino verso la Luce…
      Non mollare mai!

      1. Le tue parole mi toccano profondamente e sono il più bel regalo di Natale che potessi ricevere.
        Il mio piccolo, ma grande, obiettivo è quello di far tesoro dei miei tanti sbagli ed errori e tracciare, alla fine del prossimo anno, un bilancio della mia vita non tanto in perdita.
        Grazie delle parole e di ciò che trasmetti agli altri ed ora anche a me.
        Grazie di tutto.

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