Cantando con Cristina D’Avena

L’incantevole Creamy, sigla del 1985

Quello che di bello vivi in modo inaspettato è senza dubbio un regalo che ricevi dalla vita e di cui fare tesoro. Ci sono voluti 38 anni perché accedesse, ma è accaduto come ricevere una sorpresa: ho cantato a squarciagola con Cristina D’Avena le canzoni che hanno accompagnato la mia infanzia, io che bambina – tutto sommato – non ho mai smesso di essere…
Fin da piccola ho perfezionato la mia attitudine al canto imitando lei, i suoi giochi di tonalità, al punto che cantavo la sigla del cartone animato sovrapponendomi quasi perfettamente alla sua voce e ancora oggi un po’ riesco! Ricordo la mia gioia di quel .Natale in cui i miei genitori comprarono LP Fivelandia 4 e l’album di figurine quasi completato di Kiss me Licia (sono nata romantica!!!) 😊🙃😊🙃😊
L’emozione è stata tanta in questa caotica serata dell’Epifania, ma perché il regalo l’ha avuto la Danielina che vive in me: c’è differenza tra il restare infantili e avere l’anima di bambino. Io credo di essere della seconda specie.

In foto Cristina D’Avena vista dal maxischermo

I fans di Cristina D’Avena sono un pubblico di ogni età, ma i 30enni credo siano quelli più segnati perché erano bambini in un periodo in cui i cartoni animati e le stesse sigle stavano cambiando, al passo veloce con la società e credo che questi siano stati i bambini che hanno avuto più difficoltà a crescere, restando così in un limbo…
Come dire: Mi è sembrato un pubblico di immaturi oppure semplicemente degli isterici.

Da Mila e Shiro a Kiss me Licia e Magica Emy Cristina D’Avena ha confermato la sua dolcezza e sensibilità, per nulla mai volgare anche quando i cori provenienti dal pubblico maschile di trentenni frustrati urlavano “dalla a me Cristina …”

Una ragazza di 23 anni mi dice chs segue Cristina da quando aveva soli 3 anni, va a tutti i suoi concerti e le mancava l’aria per l’ansia perché questa volta non era riuscita a posizionarsi sotto il palco. Mi mostra le foto scattate insieme alla mitica cantante a fine dei suoi precedenti concerti.

Tutti sono al cellulare per messaggiare qualcuno e far sapere che sono al concerto in attesa che Cristina D’Avena scenda dalle scale e sempre la ragazza superfan mi indica in lontananza la sorella di Cristina, segno che l’artista è arrivata e il concerto sta per iniziare.

A rendere più vivace l’esibizione lo show della band demenziale bolognese Gem Boy, ma faccio un solo appunto in proposito: le allusioni al sadomaso le considero inappropriate perché non per un pubblico di soli adulti seppur ai bambini presenti possano apparire quali stupide gag. Cristina anche in questa occasione conferma la sua purezza artistica su cui sa che ci si gioca e lascia fare senza aggiungere malizia.

E’ quando ascolti canzoni che scaldano il pubblico e di cui tu neppure conosci l’esistenza che percepisci il tempo trascorso dalla tua infanzia e per un attimo ripensi a quel panino con la Nutella che mangiavi mentre alle 4 del pomeriggio aspettavi l’inizio di Bim Bum Bam per poi dopo scendere giù in cortile a giocare.

È TEMPO DUNQUE DI TORNARE A SOGNARE, DI ANDARE AL VILLAGGIO DEI PUFFI E DA LÌ PER ORA MANDARVI I MIEI SALUTI 🏠❤ Grazie Cri’ 😘

I Puffi sanno è il sessantesimo singolo di Cristina D’Avena, pubblicato nel 1989 come undicesima sigla della serie animata dei Puffi.

Buon 2023 …

Siano i nostri buoni propositi sinceri il riflesso concreto della nostra volontà di essere persone migliori, più buone e meno “ingenue” .
Buon Anno Nuovo,
Daniela Schiarini

Sia il 2023 l’anno dell’Amore, perché se amiamo incondizionatamente sbocceranno fiori anche dalle rocce.
Daniela Schairini

Primo Promo Podcast de IL MARTEDì CON DANY

Nuovo giro di giostra! ASCOLTARE PER CREDERE.

Inizia una nuova esperienza, quella del Podcast.
Nasce, dopo l’esperienza su YouTube per omaggiare il decennale dalla pubblicazione del mio primo figliolibro tr@ Schernmo & Anim@ IL MARTEDì CON DANY a cui invito tutte/i voi curiosi, attenti, affezionati frequentatori del mio Blog

Buon Natale

…ai cuori vicini e a quelli lontani.
E’ nato il Re dei Re!
Venite, andiamo ad adorare Cristo Signor
!

Carissimi Amici lettori del blog,
questo è il mio messaggio di Auguri di Buon Natale, nella speranza che tutte le persone che hanno con me un legame di affetto, di amicizia, di stima, ma anche di astio e rancore possano ricevere la pace che vive nel mio cuore in questo giorno particolare e l’intenzione di costruire ponti di pace e non sentieri di guerra.
Da ieri mattina sono ininterrottamente (quasi) ai fornelli per onorare, nel possibile, la tradizione napoletana: il mio fiore all’occhiello sono le pizze e quest’anno ho perfezionato la girella salsiccia e friarielli – con aggiunta di provola – è stata spettacolare !!
Questo per dirvi che, a mio avviso, i profumi sono importanti in una casa per prepararci a vivere la festa del Natale; quei profumi che si mescolano mentre prepari, cucini e fai riposare le pietanze.
E poi la preghiera anche solo pochi minuti prima di iniziare il pranzo per ringraziare la Beata Vergine Maria perché grazie al suo ha donato all’umanità la salvezza dal peccato, Gesù Bambino. Non vergognatevi di pregare in famiglia, il segno della croce allontanerà il male che vuole dividervi dai vostri cari.

Possa la Gioia abitare nel vostro cuore e sia il vostro cuore scevro da brutture, superbia, orgoglio e viltà.
Buon Natale dalla vostra scrittrice e poeta dell’anima,
Daniela Schiarini, in foto.
I miei Auguri e qualche piccola riflessione, ricordando che anche questa esperienza su Youtube è iniziata per omaggiare il decennale dalla pubblicazione del mio primo figliolibro tr@ Scherno & Anim@ e non ha alcuno sfondo di lucro.
Ad Maiora!

10 anni “tr@ Schermo & Anim@”

L’autrice ringrazia il sindaco di Sant’Arpino, la giunta comunale, la pro loco, la cittadinanza tutta e quanti vorranno partecipare a questo evento volto a omaggiare questo mio primo figliolibro, che fu scrittin nome dell’Amore e per questo motivo è stato, è e sarà balsamo per le ferite dell’anima.

Giornata mondiale contro la VIOLENZA SULLE DONNE

4 -AL CUORE DI DONNA…

Ci sono momenti nella vita, spesso lunghi interi anni, in cui credi che la poesia non esiste.

“Ero crisalide”
Un giorno decisi di far volare i miei pensieri in compagnia dei miei desideri.
Fu allora che, sorpresa, li vidi librare come farfalle variopinte, disegnare forme diverse, nella luce della libertà.
Ed io che temevo di dar loro respiro chi ero?… cosa desideravo?… quanto avrei potuto ancora sentire, senza quei voli e il mio divenire?

[…]

Ogni crisalide
farfalla diventa
se paziente
il suo tempo
in natura
aspetta…




da tr@ Schermo & Anim@ di Daniela Schiarini

Bruno Contrada, poesia di una chiacchierata.

La sera di domenica 16 ottobre 2022 ero a Treglia, una piccola frazione del comune di Ponteleone nella provincia di Caserta e sotto un cielo stellato, avvolta dal profumo delle caldarroste, un tizio mi riempiva nu cuop di castagne.
Era la sagra dell’Ufarella.
I miei pensieri andavano ovunque e non sempre nella direzione giusta, così li posai sul fumo delle caldarroste per farli danzare un po’…
Capita anche alla formica operaia che porta oltre 50 volte il suo peso di credere di non essere abbastanza forte, ebbene quella sera mi sentivo così e, circondata da castagni secolari, cercavo un riccio di castagna dentro cui riposare e mai avrei pensato che il pomeriggio del giorno successivo ed esattamente alle ore 16 avrei composto un numero di telefono, atteso cinque squilli col cuore carico di emozione, per poi sentire la voce calda, profonda, roca di Bruno Contrada dirmi ” Pronto…”

Sì lui, già funzionario della Polizia di Stato e dei Servizi di Informazione e Sicurezza, ma per me, in quel preciso istante, era l’uomo di cui, a dire il vero, poco sapevo se non per mera cronaca di cui mi ero interessata perché ne aveva scritto a suo sostegno la mia amica giornalista Marina Salvadore nel suo libro “Terronia Felix”. Visto il mio interesse per quell’uomo di 91 anni che mi appariva come un monolite impossibile da scalfire, era stata proprio lei a invitarmi a chiamarlo, certa che ne sarebbe scaturita una bella chiacchierata.
E così fu … E fu così che dalla sagra dell’Ufarella più che nel riccio di castagna mi rifugiai in quell’incontro, inatteso ed entusiasmante e al suo “Pronto…” così risposi: Buon pomeriggio, spero di non disturbarla, sono un’amica di Marina Salvadore, non sono una giornalista ma la chiamo perché desidero esprimerle la mia ammirazione per la persona che è…
La mia voce sconosciuta doveva essergli apparsa senza dubbio emozionata, ma carica di gioia prese vigore quando alla sua domanda: Lei di cosa si occupa? risposi: Al di là di tutto, che poi le dirò, sono una grande devota di San Michele Arcangelo.

Fu come dirci una parola in codice, capimmo entrambi senza guardarci negli occhi perché a 1000km di distanza, che ci saremmo potuti fidare entrambi per portare immediatamente la nostra conversazione a un livello superiore, dove l’anima cerca ristoro dopo un lungo martirio.
E’ per questo motivo che quell’ora e quindi minuti al telefono volò e ci vide conversare per fare voli pindarici andando indietro nel tempo, per dipingere luoghi della mia Pozzuoli che si intrecciavano ai suoi ricordi di gioventù.

Non sono molti i poliziotti che credono in Dio, ma non sono neppure pochi e li riconosci subito perché sono quelli non solo più brillanti, ma anche i più perseguitati.
San Michele Arcangelo, non a caso patrono della Polizia di Stato, li sceglie tra i migliori e li forgia. Uno di questi è senza dubbio Bruno Contrada e io lo avevo capito da quell’unico video nel quale lo avevo visto definire “persecuzione” quel che, ormai anziano, è costretto a subire dopo 25 anni di processi. Ma la storia è nota e non è mia intenzione in questo luogo di Poesia entrare nel merito giudiziario.
A riguardo mi dice:
Il mio processo e la mia vicenda umana è una valanga di fango, per le calunnie, falsità, macchinazioni, menzogne … che uomini dello Stato non hanno saputo filtrare.

La sua è anche la testimonianza di un milite dell’Arcangelo che il nemico, ovunque si nascondesse per agguantarlo, non è mai riuscito a piegare.
Perché ero arrivata a dirgli che nel suo martirio spirituale vedevo una Volontà Superiore?
Perché nella sua voce roca, nella lucida e stucchevole descrizione degli eventi e nei pochi accenni alla carcerazione, il signor Bruno (lo chiamavo così) mi trasferiva tutta la passione per il suo lavoro che a un certo punto della sua vita non fu più un lavoro, ma divenne certamente una missione.
Ebbene, in lui o per meglio dire attraverso la sua voce, nella mia mente prendono forma immagini e una similitudine forte con un altro Grande Uomo della Polizia di Stato, Giuseppe Dosi il poliziotto artista che inventò l’Interpol.
Entrambi combattevano un mostro, entrambi perseguitati e poi riabilitati, entrambi scrivono un libro che diventerà quasi introvabile.

“Lei ha letto il mio libro?” mi chiese, certo che tanto ardire fosse scaturito da una conoscenza non certo maldestra come era la mia.
“Non ho ancora avuto questo piacere” risposi a malincuore.
“Io ne ho solo una copia altrimenti glielo invierei io personalmente” mi disse con tono gentile.
Lo ringraziai per la premura e gli promisi che lo avrei cercato.

“La mia prigione. Storia vera di un poliziotto a Palermo”
scritto con Letizia Leviti

La mia esperienza di volontariato nelle carceri, quei 6 anni …Pozzuoli, Potenza, Secondigliano, in quel segmento di tempo che mi era concesso divennero il traduttore ideale per liberarci di sofferenza senza doverla necessariamente raccontare.
Dall’esempio di Bruno Contrada noi dovremmo prendere coraggio, per continuare a portare il peso degli eventi dolorosi della propria vita proprio come fa la formica e dobbiamo farlo in nome di un ideale più grande da conservare integro, in un luogo inaccessibile che si chiama Anim@.

Daniela Schiarini

Grazie al signor Bruno Contrada per la generosità del tempo che mi ha dedicato, coinvolgendomi in una conversazione che da timida quale era è divenuta motore di rinvigorito coraggio!
Daniela Schiarini
In foto Bruno Contrada
Capo della squadra mobile di Palermo
Dirigente del Centro di Coordinamento delle operazioni di Polizia Criminale per la Sicilia Occidentale
Capo di Gabinetto dell’alto commisario per il coordinamento della lotta contro la mafia
Coordinatore dei Centri SISDE (Servizio informazioni per la sicurezza democratica)
Ufficiale dei Bersaglieri
Laureato in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli
Insegnante di tecnica delle investigazioni negli istituti di Polizia
circa 100 riconoscimenti della Polizia, SISDE e dell’Autorità Giudiziaria (attestati, encomi, elogi, parole di lode, etc…)
Commendatore al Merito della Repubblica


* si pubblica su dettatura diretta dello stesso alla sottoscritta, per errori evidenziati su alcune pagine di ricerca internet che andrebbero corretti.

Dio allora plasmò l’uomo con la polvere della terra e soffiò sul suo volto un alito vitale… Genesi 2, 7
Supponiamo dunque che l’uomo sia stato fatto il sesto giorno con il fango nella forma attuale distinta e visibile
Sant’Agastino ne La Genesi alla lettera, libro VI

Ad Maiora!



INTERMEZZO

Vanto l’onore di avere nel mio libro virtuale l’indimenticabile e indimenticata Giuni Russo, artista di ricerca, sperimentale e d’avanguardia.

Certa che gradirete il suo intermezzo a tema, vi auguro un buon ascolto…

Non mi ha mai interessato lo stadio dello specchio
Non leggo mai trattati di economia politica
Comunque se mi toccano dov’è il mio punto debole
Divento incandescente, sarò una vipera ah ah ah ah sarò
(Non legge mai giornali per rilassarsi un po’)
(Le piace più cantare)
Ti potrei cantare la norma di Bellini
Con dei fonemi sardi oppure giapponesi
Le trifonie dei mongoli, le trifonie dei mongoli
Anata wa anata to futari anata wa
Le trifonie dei mongoli, le trifonie dei mongoli
Non è per presunzione ma solo per essenza
Se guardi le mie mani non c’è bisogno di parlare
Comunque se mi toccano dov’è il mio punto debole
Divento incandescente, sarò una vipera ah ah ah ah sarò
(Non legge mai giornali per rilassarsi un po’)
(Le piace più cantare)
Il Covid 19 ti succhia la vita, ma a infondertela tenendo accesa in te la fiaccola della speranza- oltre la fede che per me è stata determinante- sono le parole e i gesti di aiuto ricevuti a distanza da medici volontari che, a fronte dell’abbandono dei medici di base, hanno creato una rete per le cure domiciliari. Fisicamente sei sola col virus che ti bolle, ma se hai un dottore vero che vuole salvarti ogni suo consiglio tempestivo diventa goccia d’acqua nel deserto, quel deserto infernale con la febbre oltre 39 e il respiro che si affatica.
Io ho combattuto tanto mentre lui era all’apice della sua psicopatia perché per me resterà il ricordo di un’entità pensante che sa quando colpirti, come e per quanto pur di portarti alla morte.
Grazie a tutte le anime buone che non mi hanno abbandonato con la preghiera.
Se San Pio scelse di chiamare il suo ospedale “Casa sollievo dell’ammalato” è proprio perché nell’ammalato si vive la passione di Cristo che nel Getsemani chiese agli apostoli di vegliare e pregare, ma loro si addormentarono….
Vi prego abbiate pietà degli ammalati di Covid19, non fateli sentire soli, trovate per loro soluzioni, anche un piatto di pasta cucinato lasciato fuori la porta può essere un conforto perché si arriva a non avere nemmeno la forza di tenere in mano il cellulare.
Se non cambiamo i nostri cuori il mondo non guarirà.
Daniela Schiarini
dal mio profilo Facebook, post del 27 maggio 2021 * la foto è antecedente alla malattia Covid19

La porta dell’inferno di Rodin, al Quirinale.

La descrivono come un’opera incompiuta, a cui il noto scultore Auguste Rodin lavorò per circa quarant’anni, praticamente dalla commissione fino alla sua morte. Ma fu davvero opera incompiuta o piuttosto nel suo interno l’artista, attraverso quella porta, condusse molte anime all’inferno?

L’ascoltavo con lo sguardo acuto di una Sherlock Holmes, quando Veronica, fatto un gran respiro, continuò il suo racconto. Nel frattempo arrivarono il caffè per me e l’infuso per lei.

“Eravamo entrambi molto legati all’erotismo delle sculture di Rodin, ma io scoprii, e questo deve avermi salvata, che la vera anima delle sue sculture non era lui ma la sua talentuosa assistente Camille Claudel. Lui alimentava in lei il sogno d’amore, ma non l’amava. […] Rodin era così attratto dalla purezza e dal talento di Camille che voleva farlo suo e per fare questo non solo l’ avvinse a sé per anni in una relazione di passione illudendola di amarla, ma pensò che se l’avesse intrappolata nelle sue sculture, la fiamma del talento che lei possedeva sarebbe stata sua per sempre. Camille visse gli ultimi trent’anni della sua vita rinchiusa in un manicomio, vittima di ossessioni che le facevano riconoscere in Rodin il demonio! […] Rodin spinse la povera Camille ad abortire perché non gli interessava altro frutto dell’amore di lei se non quello che già le apparteneva con le sculture e solo allora, ma era già troppo tardi, Camille comprese quanto l’uomo che ammirava e amava l’avesse tradita, depredata, inaridita e privata di ogni energia vitale.”

da I GIORNI DEL SALE, 2016 – di Daniela Schiarini

Il 15 ottobre prossimo questa opera giunge al Quirinale, voluta dal governo, lo stesso che in tempo di lockdown ci tenne a dire, per bocca dell’allora presidente del consiglio Giuseppe Conte, di non essere il governo delle tenebre… seppur col favore delle tenebre venivano pensati e stilati i vari decreti che si sono susseguiti da quando è iniziata la pandemia Covid19.

Capitolo XXIIII ILGRAN BALLO DI SATANA

“Ma dove sono gli ospiti?- domandò Margherita a Korov’ev.

“Arriveranno, arriveranno, arriveranno subito. Non faranno difetto.[…] Non mancano più di dieci secondi alla mezzanotte, adesso si comincia.” A quel punto Margherita raggelò perché aveva riconosciuto questo Meigel. L’aveva incrociato alcune volte nei teatri di Mosca e nei ristoranti. Il caro barone continuo Woland sorridendo gioiosamente è stato così incantevole che, venuto a sapere del mio arrivo a Mosca, mi telefonò immediatamente offrendomi i suoi servigi nella sua specialità, ovvero il far conoscere le curiosità come guida turistica punto va da sé che sono stato ben lieto di poterlo invitare da me. […] Sì e in effetti barone, proferi’ Woland abbassando improvvisamente la voce con fare intimo, giravano voci sulla sua straordinaria curiosità. Si diceva che essa, insieme alla sua non meno sviluppata loquacità, avesse cominciato ad attirare l’attenzione generale. Inoltre le malelingue avevano già lasciato cadere una certa parola delatore e spia. E oltre a ciò c’era anche la supposizione che la cosa l’avrebbe portata a una ben triste fine in meno di un mese. così che, per liberarla da questa attesa tormentosa, abbiamo deciso di venire in soccorso, approfittando della circostanza che lei aveva chiesto di venirmi a trovare allo scopo di guardare, ascoltare il più possibile. Il barone divenne più pallido di Abadonna, che per sua natura era eccezionalmente pallido, e poi avvenne qualcosa di strano. Abadonna si ritrovò di fronte al barone e per un istante si levò gli occhiali. In quello stesso istante qualcosa di infuocato balenò tra le mani casello, ci fu un colpo non violento, come un battito di mani, il barone comincio a stramazzare, sangue vermiglio gli schizzati al petto e gli intrise la camicia mi data il gilet. Il corpo senza vita del barone nel frattempo era ormai disteso a terra.”

da IL MAESTRO E MARGHERITA di Michail Bulgacov

Roma come Mosca?

Ipnosi collettiva ? …

Chi uscirà da quella porta infernale in mostra al Quirinale, ma soprattutto quanti malcapitati curiosi ne resteranno intrappolati?

“[…] Se inoltre riuscisse a far capire con tatto ed educazione a M. Rodin di non venire più a trovarmi, mi farebbe il più gran favore in cui io possa sperare. M. Rodin sa bene quante spregevoli persone si sono azzardate a dire che è lui l’autore delle mie sculture; perché dunque permettere a una simile menzogna di trovare conferma?” Camille Claudel,scultrice

– estrapolato da una delle sue epistole.

Sequenza allo Spirito Santo

… O Dio, che ha istruito i tuoi fedeli, illuminando i loro cuori con la luce dello Spirito Santo, concedi a noi di avere nello stesso Spirito il gusto del bene e di godere sempre del suo conforto. Per Cristo nostro signore. Amen

A voi ogni possibile deduzione … Quanto avete or ora letto è la mia.

Daniela Schiarini

BUONA PASQUA 2021 🌿🐣

Con affetto,
Daniela Schiarini
Il Mercoledì Santo ricordiamo la triste storia di uno che è stato Apostolo di Cristo: Giuda. Così ne parla S. Matteo nel suo Vangelo: Uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse: “Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?”.
E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.
IL TRADITORE
Il Giovedì Santo Gesù dice ai suoi apostoli la sua volontà….

Gv 13, 34-35
“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. 35 Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri.”
GLI INNAMORATI

Venerdi Santo

https://www.ladivinavolonta.it/gli-scritti-di-luisa-piccarreta/le-24-ore-della-passione-di-nostro-signore-ges%C3%B9-cristo/23%C2%AA-ora-dalle-3-alle-4-del-pomeriggio-1/

O mio Gesù, la tua lancia sia la mia guardia che mi difenda da qualunque ferita delle creature.
Sabato Santo , Gesù è nel sepolcro…
“Nella buia solitudine della Passione, la Madonna offre a suo Figlio un balsamo di tenerezza, di unione, di fedeltà; un «sì» alla volontà divina. Dando la mano a Maria, anche tu e io vogliamo consolare Gesù, accettando sempre e in tutto la Volontà di suo Padre, di nostro Padre.”
S Josemaria Escriva’
Santa Pasqua 🙏🏠❤🐣🌿