Micheal -infanzia rubata e/o talento coltivato?

Sono giorni che medito su come impostare questo nuovo omaggio dedicato all’infanzia di Micheal Jackson, seguendo fedelmente il biopic – ma, per mia natura, sapevo che non avrei potuto scriverlo noiosamente convenzionale perché, come anticipato nel mio precedente Micheal condividerò con voi aspetti del biopic non a tutti accessibili se non dotati di profonda capacità analitica, osservazione ed empatia… Ebbene, dunque, buona lettura …..

dal biopic Micheal – i fratelli Jackson durante le prime prove casalinghe

Gli artisti, i talenti puri sono spesso associati agli angeli e come tali il rischio che diventino angeli caduti è molto alto… Solo alcuni maturano la capacità di affrontare una serie di innumerevoli prove pur di non tradire la propria natura di Bene e allora non conta poi più così tanto se nascono in una famiglia che comprende o no il talento innato oppure in una che lo coltiva e lo sfrutta fino allo stremo:
la tortura è la stessa.
L’unico modo per un artista di preservare la purezza è restare ancorati al proprio bambino interiore ed è quello che Micheal Jackson ha tentato di fare, non considerando la malizia del mondo sporco del business nel quale portava la sua Luce durante una vita vissuta sui palchi, cantando per fans in delirio e case discografiche affamate di guadagni stratosferici.
Nel biopic si vede il bambino Micheal che forse, non fosse stato per la pressione del padre, considerata la sua mitezza e timidezza avrebbe scelto di vivere diversamente i suoi talenti, ma la strada era già tracciata e il canale nel quale il padre lo obbligava a esprimere se stesso lo portava, paradossalmente, alla sua massima espressione artistica.
E’ come se Dio, usando l’avidità del padre e di chi dopo di lui, abbia permesso al suo angelo artista di elevarsi per portare attraverso la sua arte emozioni di cui oggi siamo ancora a scrivere e raccontare.
L’idea di poter essere Peter Pan, di creare Neverland e la ricerca di un vettore che permettesse al mondo attraverso la sua musica di essere migliorato dalla purezza dei bambini ha messo Micheal Jackson nella realtà in cui sarà calunniato: nessuna oasi per bambini felici in questo mondo può essere considerata realmente tale visto che siamo circondati da orchi e orchesse.

Condivo a seguire un estrapolato dal mio primo libro “Tr@ Schermo & Anim@” – 2012 – che ritengo possa accompagnarti alla comprensione del mio messaggio interpretativo del mondo interiore del piccolo grande MIcheal Jackson:
“Ai limiti della fantasia vi è la Linea di mezzo, perché per la fantasia non può esistere una linea di confine.
La Linea di mezzo: la porta che mi conduce alla Serenità.
Inverosimile follia è considerata quella dei bambini che guardano il mondo e ne restano incantati, quando una goccia di rugiada scivola su una foglia e giostra con semplicità.
Assurda follia è considerata quella degli adulti che conservano della loro anima quanto fu di quando furono bambini. Il loro mondo, un mondo di colori ove ancora risiede il senso del domani che può regalare sorprese per le quali essi non avanzeranno mai pretese.
Solo voli e danze.
Nascosti, sospesi, addormentati, persi … questi adulti, che la società considera folli, restano incompresi, vittime di sofferenze per quell’animo sensibile che non ha difesa contro il materialismo e la razionalità.
Costoro furno, sono e saranno Artisti, capaci di regalare emozioni, che la stessa società sfugge e poi ricerca.
Follia pura quella di adulti dall’anima sterile, che respirano un mondo oggettivo che dicono di amare, senza alcun interesse per l’amore stesso; che si vestono di abiti che in realtà non li rappresentano e che colorano il proprio volto di sfumature, destinate a sciogliersi con le prime gocce di pioggia. Costoro consci della propria aridità vorrebbero oscurare gli artisti, perché non brillino come astri del cielo nella notte, al solo scopo di illudersi di vivere l’unica realtà possibile.
Vittime di una società che li accartoccia, stralci di una ipotetica identità anch’essa destinata a svanire al primo soffio di vento, gli adulti, quelli che si dicono saggi nel loro verbalizzare “il giusto” (quel giusto nel quale non sono previste postille di emozioni) spengono le luci al termine della loro giornata e non si accorgono ( e forse mai si accorgeranno!) di non aver mai acceso la vera luce nella propria vita.

Io ritengo che molti adulti abbiano abusato del bambino interiore di Micheal tentando di sporcare la sua purezza e che, essendo cresciuto in quel mondo avido e spregiudicato aveva come unica alternativa e rifugio Neverland, un luogo che in qualche modo gli rendeva giustizia e nel quale ritrovava se stesso.

Buon ascolto …
Never Can Say Goodbye (Single Version) – YouTube
ti aspetto qui per il prossimo omaggio ispirato al biopic !
Dany



Micheal

Il biopic Micheal restituisce al mondo l’artista puro Micheal Jackson confermando, col boom di incassi mondiali in sole 2 settimane, quanto fosse profondo e mai colmato il solco che la sua assenza ha lasciato…

Avrei potuto scriverne una recensione e basta, ma ho deciso di aprire la Categoria MICHEAL qui sul mio blog nella quale proporrò del film una lettura diversa, e certamente attenta, rivolta all’anima di un artista puro – quale era Micheal Jackson – e che ritengo sia stata perfettamente raccontata nel film. Un film onesto che non omette nulla e in cui la famiglia Jackson nemmeno risparmia colpi di mea culpa a se stessa, insegnandoci che in questi anni dalla morte del figlio, fratello, padre, amico Micheal molti eventi accaduti nelle quattro mura domestiche sono stati rivisti in modo autentico e che la famiglia, anche la più imperfetta, resta davvero tale quando è capace di fare autocritica…e senza ombra di dubbio con questo film tutto ciò è accaduto perché non si è voluto solo omaggiare il re del pop, ma anche la sensibilità ferita di un bambino buono e talentuoso, cresciuto nello show business ma che non ha mai smesso di desiderare di comunicare il proprio messaggio di amore pari a quanto non fosse stata l’assenza dello stesso da parte del padre.

“Dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata” verso biblico in Romani 5, 20 che credo sintetizzi benissimo cosa abbia rappresentato realmente la nascita di Micheal nella sua famiglia, omen nomen … nulla che abbia a che vedere con la macchina per fare soldi che per i più è diventato sfruttare il suo talento.

Ho visto al cinema il biopic già due volte – in due settimane – … ne ho da scrivere e spero vi farà piacere fare questo viaggio insieme a me perché c’è tanta poesia che avvolge questo film e vorrei che tutti riusciste a vederla come la vedo io. Vi aspetto, continuate a visitare il mio sito …

Grazie MICHEAL

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