Il biopic Micheal restituisce al mondo l’artista puro Micheal Jackson confermando, col boom di incassi mondiali in sole 2 settimane, quanto fosse profondo e mai colmato il solco che la sua assenza ha lasciato…

Avrei potuto scriverne una recensione e basta, ma ho deciso di aprire la Categoria MICHEAL qui sul mio blog nella quale proporrò del film una lettura diversa, e certamente attenta, rivolta all’anima di un artista puro – quale era Micheal Jackson – e che ritengo sia stata perfettamente raccontata nel film. Un film onesto che non omette nulla e in cui la famiglia Jackson nemmeno risparmia colpi di mea culpa a se stessa, insegnandoci che in questi anni dalla morte del figlio, fratello, padre, amico Micheal molti eventi accaduti nelle quattro mura domestiche sono stati rivisti in modo autentico e che la famiglia, anche la più imperfetta, resta davvero tale quando è capace di fare autocritica…e senza ombra di dubbio con questo film tutto ciò è accaduto perché non si è voluto solo omaggiare il re del pop, ma anche la sensibilità ferita di un bambino buono e talentuoso, cresciuto nello show business ma che non ha mai smesso di desiderare di comunicare il proprio messaggio di amore pari a quanto non fosse stata l’assenza dello stesso da parte del padre.
“Dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata” verso biblico in Romani 5, 20 che credo sintetizzi benissimo cosa abbia rappresentato realmente la nascita di Micheal nella sua famiglia, omen nomen … nulla che abbia a che vedere con la macchina per fare soldi che per i più è diventato sfruttare il suo talento.
Ho visto al cinema il biopic già due volte – in due settimane – … ne ho da scrivere e spero vi farà piacere fare questo viaggio insieme a me perché c’è tanta poesia che avvolge questo film e vorrei che tutti riusciste a vederla come la vedo io. Vi aspetto, continuate a visitare il mio sito …
Grazie MICHEAL
